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mercoledì, 31 gennaio 2007

POLPETTE. Io e Piero ne abbiamo fatte di cotte e di crude. Lui sta a letto tutto il giorno col suo plaid a quadroni mentrio vado a fare ciuccioni e a darla via al cimitero. E così lui ha tempo di pensare tra una pennica e l'altra. Lui crede che io facci la badante per un ex nobile deceduto in miseria ecche mi facci trapanare dal conte come un segno del destino, come un nobilissimo atto. Lui si eccita. E spesso mentre si dirige verso il frigo a mangiare due polpette fredde, glisi rizza il cazzo. Il cane lo annusa e sente odore di polpetta. Detto fatto. Il cane ansima. Piero ansima con le polpette. Il cane tira fuori la lingua, Piero tira fuori il cazzo da sotto il plaid. Il cane annusa e lecca. E se morsica poco male, è un vecchio cane senza denti. Intanto Piero si mangia le polpette e si fa fare un pompino bau. Quando io torno dal cimitero è notte fonda. C'ho stampigliato sulle chiappe molli l'mpronta del nome sul loculo. La data. l'ho data. La data. 12 giugno 1976. Piero ? Ma Piero ronfa. Il cane invece con la bava che cocacola mi viene incontro e mi infila il muso tra le cosce. Vuole leccarmi. Ma io son stanca di darla via. Vieni Bobi piuttosto ti do una polpetta. Mi dirigo in cucina mi faccio un brodo di pollo. caldo. Bobi si getta sulle tre polpette avanzate. Fredde. Come lapidi. Andiamo a dormire. Piero russa. Mi metto del cotone nei padiglioni auricolari. Cazzo Piero che rompicoglioni. La mia vita è una merda, penso. E mi addormento
domenica, 21 gennaio 2007
LA VITA
giovedì, 18 gennaio 2007
Quand'ero bambina mio padre mi portava ai concerti di musica classica, soprattutto di pianisti. Provavo terribili noie. Ho avuto le mie prime angosce perché non si poteva parlare nè alzarsi né andare via né tossire, e dovevo restare lì per ore con mio padre in visibilio, che applaudiva perché lui era un pianista negato. Abbiamo sempre abitato in collina al pianterreno, perché lui aveva il terrore degli incendi. Avevo la stanza attaccata a quella di mio padre. Lui suonava il piano. Forte. Malissimo. Senza sordina. Col metronomo. Era negato. Ed io dovevo sentire sempre i suoi solfeggi. Tac tac tac tac tac.... Poi andava a volte sul balcone e giocava a scacchi da solo, e si insultava pure, mentre cambiava posto per farsi anche da avversario. La mia stanza affacciava al balcone. Beveva un 'goccio' di bianco. Poi guardava le partite dell'Inter e spaccava le sedie se perdeva. Io ero sempre attaccata mio malgrado.
Adesso che , da anni, sono venuta ad abitare da sola, ho comprato una casa in centro, ultimo piano, la musica classica mi mette a disagio per profonde malinconie, sono astemia, odio il calcio e son l'unica della famiglia che non suona il pianoforte. Ascolto Barry White e son un pò truzza. Ma
non ho messo al mondo bambine infelici. Mio padre è morto da anni, gli è scoppiato il cuore. Anche mia madre è morta. Le è scoppiato il cuore. Lei mangiava come un'ossessa. Ed io sono inappetente. Lei parlava con tutti. Una volta ha intrecciato una conversazione con una macchinetta automatica di fototessere, manco s'era accorta che non ci fosse la 'SIGNORINA SCUSI....'. Io sono solitaria. Ma a volte parlo da sola. Mi è scoppiato il cuore stasera pensando ai miei anni perduti per sempre per fare la brava bambina, guarda come mi son ridotta, a scrivere porcate su un blog come fosse l'analista. Fanculo..
giovedì, 11 gennaio 2007
Carissimo precipitandosivola

tempo fa avevi scritto un post dicendo che detesti i blogger che mettono la foto dei loro sfigati gatti castrati.....
io sono uno di quei gatti sfigati dei blogger
ben felice di esserlo!
miau ciau
mercoledì, 03 gennaio 2007
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